Mal dell'esca nel 2018

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vigneronindependant
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Mal dell'esca nel 2018

Messaggio da vigneronindependant » dom dic 09, 2018 6:50 pm

Secondo voi quest'anno, con tutte queste pioggie, c'è stata un'incidenza maggiore del mal dell'esca? Ho avuto l'impressione che molte più piante degli scorsi anni abbiano avuto colpi apoplettici. Sarà una questione stagionale o un problema che sta esplodendo?



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Gregorio Galli
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Re: Mal dell'esca nel 2018

Messaggio da Gregorio Galli » lun dic 10, 2018 11:44 pm

La questione del mal dell'esca è una di quelle che tornano regolarmente ad afficciarsi nel costante dibattito che noi vignaioli FIVI in Toscana portiamo avanti attraverso la nostra chat Whatsapp. Purtroppo, come non mi stanco di ripetere, quegli utili e comodi scambi di opinione attraverso l'app di messaggistica hanno il grande difetto di non lasciare traccia, non offrendo quindi l'occasione di sviluppare l'argomento nel modo in cui questo forum si propone invece di fare. Colgo quindi l'occasione per ripescare, a proposito di mal dell'esca uno scambio avvenuto qualche tempo fa.
  • [21/11, 09:35] Antonio Farina Podere Fedespina: Buon giorno, In caso di espianto per mal dell'esca normalmente metto la calce viva e aspetto un anno per il reimpianto. É corretto secondo voi? Sento pareri diversi. È corretto il mio modo di operare? Grazie
  • [21/11, 09:57] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Io non conosco la prassi più corretta. Ne ho sentite dire molte... Ma l'argomento mi interessa molto
  • [21/11, 10:27] Cristina Ropolo Poggio L'Apparita (GR): Bello! Grazie
  • [21/11, 10:28] Antonio Farina Podere Fedespina: Grazie.
  • [21/11, 10:31] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Il metodo simonit oltre a richiedere attrezzatura particolare credo richieda anche capacità manuali ottenibili con moltissime ore di pratica
  • [21/11, 10:31] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Però ha il vantaggio di non dover eliminare la pianta malata
  • [21/11, 10:32] Gregorio Galli: Sì, anche ammettendo che la dendrochirurgia abbia senso, nella vite, si può applicare solo a viti di dimensioni ed età ragguardevoli
  • [21/11, 10:32] Michele Ranieri - Podere Ranieri : Ammesso che la cura funzioni e la pianta non muoia nel giro di poco
  • [21/11, 10:32] Gregorio Galli: Che sono di solito quelle che si sanno difendere da sole...
  • [21/11, 10:33] Gregorio Galli: Un intervento che a me ha dato buoni risultati è il riallevamento da un pollone, intervenendo prima che la pianta muoia del tutto
  • [21/11, 10:33] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Ho visto anche sperimentazioni in cui sinpratica un foro con il trapano nella vita e si iniettano prodotti disinfettanti
  • [21/11, 10:33] Gregorio Galli: E anche il reinnesto sul piede americano
  • [21/11, 10:33] Gregorio Galli: In via preventiva tricoderma
  • [21/11, 10:34] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Il riallevamento da un pollone a me ha funzionato poco. 10% di successi
  • [21/11, 10:34] Gregorio Galli: trichoderma
  • [21/11, 10:34] Gregorio Galli: Ovviamente dipende da quanto si è diffusa l'infezione
  • [21/11, 10:34] Gregorio Galli: lo stesso si può ben dire della dendrochirurgia
  • [21/11, 10:37] Antonio Farina Podere Fedespina: Fino ad ora mi pare di aver capito che nessuno applica il mio sistema radicale. Anch'io ogni anno agisco a livello preventivo e funziona molto. Ma quando la pianta assume una chiara infezione e assai incisiva la elimino. Appare interessante quello che emerge dal dibattito.
  • [21/11, 10:37] Gregorio Galli: Io eviterei la calce viva: una buca bella ampia, rinnovando il terreno fisicamente al momento del reimpianto e un anno di riposo tra espianto e reimpianto per buona misura (anche se una buca di buone dimensione rende questo accorgimento probabilmente inutile)
  • [21/11, 10:41] Gregorio Galli: C'è chi ci mette la cenere, la candeggina, il glifosate... Ma bisogna sempre considerare che la grande massa delle radici forma una semisfera intorno al piede della pianta e le radici periferiche della vecchia pianta hanno tempo di morire, prima che la barbatella di rinnovo, posta al centro di una buca di discrete dimensioni, le possa raggiungere...
  • [21/11, 10:43] Antonio Farina Podere Fedespina : Quindi il mio sistema andrebbe bene con gli accorgimenti che suggerisci ma senza calce viva
  • [21/11, 10:46] Gregorio Galli: Il punto è capire quali sono i vettori prevalenti dell'infezione fungina. Le radici già presenti nel terreno sono la cosa che meno mi preoccupa e i nematodi e le tossine si rimuovono più efficacemente con la rimozione fisica del terreno, secondo me. Naturalmente si parla di fallanze, non di espianto e reimpianto di un vigneto. Il problema vero è che le piante arrivano malate dal vivaio...
  • [21/11, 10:55] Antonio Farina Podere Fedespina: Ottima considerazione Gregorio e proprio così. Il fenomeno è comparso da me con la naturale sostituzione di pianta morta della quale non si conosce la ragione e alla quale applico, comunque lo stesso metodo. Ora in vigna le piante sospette vengono segnate e tenute sotto osservazione e nella potatura C'è l'obbligo tassativo di disinfettare la forbice ad ogni pianta. Pena il taglio delle mani se viene disatteso il metodo.... questo aiuta moltissimo ad impedire la diffusione oltre alla prevenzione naturalmente.
  • [21/11, 10:59] Gregorio Galli: Con cosa disinfettate?
  • [21/11, 11:00] Antonio Farina Podere Fedespina: Come ho detto prima fino ad ora ho usato la calce viva e un anno di pausa
  • [21/11, 11:01] Gregorio Galli: No, dico le forbici
  • [21/11, 11:02] Michele Ranieri - Podere Ranieri FIVI: Alcol
  • [21/11, 11:02] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Però credo che il modo migliore sia segnare le viti sospette in estate
  • [21/11, 11:03] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Potarle (se non rimuoverle) per prima cosa e dopo aver finito e stralciato quelle passare alle viti sane
  • [21/11, 11:03] Michele Ranieri - Podere Ranieri : Si riduce notevolmente il rischio di contaminazione
  • [21/11, 11:06] Gregorio Galli: Sì, poi trichoderma a seguire. Ci sono evidenze sul fatto che l'alcool non abbia effetti sulle spore fungine
  • [21/11, 11:06] Fattoria Kappa: quindi non cimate ?
  • [21/11, 11:17] Cristina Ropolo Poggio L'Apparita (GR): alcool e accendino
  • [21/11, 11:20] Antonio Farina Podere Fedespina: Alcol
  • [21/11, 11:21] Samuele Bianchi - Calamaio: Purtroppo non basta Ci vorrebbero i sali di ammonio mi pare
  • [21/11, 11:45] Michele Ranieri - Podere Ranieri: A me è arrivata la scorsa settimana una mail che reclamizzava un prodotto da spruzzare sulle piante potate, von tanto di zainetto e pistolina
  • [21/11, 11:45] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Non so se lo stesso prodotto potrebbe funzionare anchs sulle forbici
  • [21/11, 11:46] Michele Ranieri - Podere Ranieri: In ogni caso il problema vivai è grave. Soprattutto i grandi come rauchedo
  • [21/11, 11:46] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Io ho deciso du rivolgermi solo ai piccoli vivaiati d'ora in poi
  • [21/11, 12:17] Marco Viviani La Doccia Di Vinci: Cloro
  • [21/11, 13:37] Gregorio Galli: La disinfezione della lama è difficile e poco utile, data l'estrema resistenza delle spore. Bisognerebbe alzare la temperatura per tempi lunghi o usare sostanze chimiche aggressive... È la ferita che deve essere trattata.
  • [21/11, 14:00] Marco Viviani La Doccia Di Vinci: ho passato anni a dare poltiglia bordolese e mastice da innesti sui tagli importanti (che ho poi smesso di fare), con pochi risultati positivi, anzi. Ho poi iniziato ad asportare le pianti infette subito dopo vendemmia, per poi bruciarle. Ho poi iniziato a portare via le potature e bruciarle. RIsultato? quest' anno strage di viti per il mal dell'esca. In una vigna di 2 ettari, di circa 20 anni, in cui mai sono stati fatti rimpiazzi, mancheranno 1500 viti. In un'altra piantata 4 anni fa, ho già trovato le prime viti colpite dalla malattia. Credo davvero che il problema nasca in vivaio.
  • [...]
  • [21/11, 14:13] Gregorio Galli: Ci sono risultati positivi con i trattamenti con trichoderma, per prevenire la diffusione
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  • [21/11, 14:14] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Ma come si utilizza il tricoderma?
  • [21/11, 14:14] Gregorio Galli: Serve a questo, anche se di solito si parla più di clienti che di fornitori. La cautela va nei due sensi
  • [21/11, 14:15] Gregorio Galli: Trattamento con botte
  • [21/11, 14:15] Gregorio Galli: Poco prima della ripresa vegetativa
  • [21/11, 14:15] Michele Ranieri - Podere Ranieri: Quest'anno ci proverò
  • [21/11, 14:18] Gregorio Galli: Per quanto riguarda la cimatura è anch'essa in problema. È razionale come pratica, perché si risparmia tempo e forza lavoro. Però ci sono evidenze in letteratura del fatto che non porta particolari vantaggi rispetto alla cordonatura. In questo modo si evita un mezzo di contagio importante...
  • [21/11, 14:24] Marco Viviani La Doccia Di Vinci: Penso sia inutile fare i nomi, si rischia solo beghe legali. Va detto che erano anni che ci lavoravo e era andato tutto bene sino ad allora. Va detto che quando ti ritrovi con mezza vigna che non va, ti possono rendere anche le barbatelle, ma l'hai già in tasca. Cosa fai? azione legale? cosa contesti? come procedi? avevi un contratto di fornitura? l'hai fissate a parole? Penso sia più utile parlare di come fare un buon contratto di fornitura, perchè quando ti ritrovi nelle beghe ( e leggendo forum mi sembra di capire che il fornitore di barbatelle perfetto non esista), capisco l'importanza di una pezza d'appoggio per farsi valere
  • [21/11, 14:26] Michele Ranieri - Podere Ranieri: I nomi è utile farli per quelli che rischiano di trovarsi nella stessa situazione
  • [21/11, 14:28] Antonio Farina Podere Fedespina: Concentrò le potature a fine marzo e subito dopo i tagli,trattamento con remedier il cui principio attivo è il tricoderma con gli irroratori mirati all'altezza delle potature/ferite. Ho ridotto radicalmente il problema. Certo ci vuole costanza. Tutto gli anni bisogna farlo
  • [21/11, 14:29] Gregorio Galli: L'attecchimento può dipendere da tanti fattori. Per esempio l'impianto con forchetta può andare bene in certi terreni, ma non essere neanche pensabile in suoli pesanti. Ciò non toglie che ci sono piantatori che non conosco altro e che massacrano le radici oltre ogni buon senso.
  • [21/11, 14:30] Gregorio Galli: Ma virosi e malattie fungine dipendono dalla gestione in vivaio
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Gregorio Galli

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