Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

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Gregorio Galli
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Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Gregorio Galli » sab dic 01, 2018 12:08 am

A quanto pare c'è in giro chi vuole creare apprensione per il prossimo, imminente avvento della FATTURA ELETTRONICA!!!
Io vi dico: NIENTE PANICO e vi chiedo intanto di adottare, come pura ipotesi di lavoro, quella che è la mia convinzione personale, per quanto ragionata: la fattura elettronica è un'occasione impagabile per tutti noi, che gestiamo piccole imprese, di risparmio, minor lavoro e semplificazione burocratica. Credetemi intanto sulla parola, anche se potrò essere smentito dai fatti in ogni momento, in attesa di farvi una vostra propria convinzione personale basata su informazioni valide. Ne discuteremo dopo che avrete fatto quel che c'è da fare o ci avrete provato.

Chiariamo che non sono un commercialista sotto nessun punto di vista (...), bensì un vignaiolo che gestisce direttamente la contabilità delle sue due aziende e una sottospecie di nerd informatico. Ciò che vi dico quindi va preso semplicemente come il racconto del mio processo di apprendimento (in corso) sull'argomento. L'uso del Forum come strumento per intavolare un confronto su questo tema mi è sembrata la miglior strategia, perché apre la cosa ai contributi di tutti e magari anche all'intervento di persone ben più esperte di me. Mi permetto di essere semplicemente colui che dà il via.

Presumerò che siate persone che fanno da sé, ma ciò non toglie anche che chi si fa fare le cose dovrebbe comunque essere consapevole di cosa si parla, in modo da non cadere nelle trappole che già alcuni "tecnici" stanno tendendo, per spillare soldi ai più terrorizzati, particolarmente quelli a cui gli acronimi fatto venire un blackout, paragonabile a quello di cui risentono quando vengono in contatto con aritmetica e indicazioni stradali... Orbene, iniziamo!

Parleremo solo delle cose che hanno un diretto interesse pratico. Per approfondire: fatturapa.gov.it e fattura elettronica di infocamere, dove potete leggere tutto e anche molto di più di quello che vi può interessare, sull'argomento.

1. Come funziona
Praticamente la fattura verrà d'ora in poi emessa in un formato standard (XML, eXtensible Markup Language, che non è un novità: praticamente ogni software che usate tutti i giorni ne fa largo uso: https://it.wikipedia.org/wiki/XML) e inviata a un sistema informatico (SdI, Sistema d'Interscambio), che si occuperà di far arrivare la fattura (più o meno) direttamente al destinatario, all'Agenzia delle Entrate e altri. In questo modo la fattura passiva (d'acquisto) è immediatamente disponibile in formato digitale senza dover essere stampata e poi reimmessa manualmente nel vostro gestionale. La fattura attiva (di vendita) viene semplicemente emessa e inviata al SdI e al destinatario. Insomma: molto lavoro in meno per me.

2. Cosa dovete fare SUBITO!!! SPID e CNS
Per prima cosa dovete rendervi capaci di accedere ai servizi informatici (telematici) dell'agenzia delle entrate e simili.
Per fare questo ci sono sostanzialmente due modi:
a) La Carta Nazionale dei Servizi (CNS), che si richiede alla Camera di Commercio. Dovendo già gestire altri servizi online (e.g. ARTEA) mi posso immaginare che una buona parte di voi già ne sia in possesso. Se non l'avete richiedetela, ogni partita iva ha diritto ad averne una gratis (o meglio, inclusa nell'obolo che versate annualmente alla Camera di Commercio);
b) Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale - https://www.spid.gov.it/richiedi-spid). Personalmente lo preferisco, perché la gestione dei lettori delle CNS (smartcard) a volte mi fa venire il mal di testa. Lo SPID è facile da attivare, soprattutto se avete la CNS (...). Se non l'avete vi consiglio di attivare il servizio su Poste Italiane (https://posteid.poste.it/), per il semplice motivo che la procedura può essere completata presso ogni ufficio postale) e anche perché l'app di poste consente di usare un qr-code che semplifica e velocizza l'accesso ai siti di interesse (agenzia entrate, riscossioni, inps, fattura elettronica, ecc.). Io ho un paio di account spid InfoCamere, anch'essi ottimi. Sennò andatevi a vedere chi altro li fornisce. Ribadisco che se non avete la CNS, per attivare lo spid dovete recarvi fisicamente presso chi vi fornisce il servizio (a meno che altri fornitori che non ho mai provato non abbiano altri sistemi per garantire la vostra identità). Lo spid è poi concretamente un'app sul telefono che generà una password usa e getta (come gli aggeggini delle banche) o OTP (one time password) e vi consente il riconoscimento sui siti.
Di almeno uno dei due suddetti non ne potrete fare a meno, in futuro, quindi rassegnatevi: ogni resistenza è inutile!

3. Antefatto a quello che dovete fare subito dopo: i canali di ricezione
L'agenzia delle entrate ha predisposto due metodi alternativi, per il recapito delle fatture elettroniche:
1. PEC (Posta elettronica certificata)
2. Codice destinatario
Il primo è il più semplice da attivare, perché teoricamente dovreste essere tutti già in possesso di un indirizzo PEC, obbligatorio per ogni partita iva (ammesso che siate in pari coi pagamenti, ovvio). Praticamente scegliendo questo canale ogni fattura vi arriverà sotto forma di un allegato XML a un messaggio PEC (acronimi!). Il file xml è illeggibile a occhio umano (nel senso che non ci si capisce niente, non nel senso che è proprio illeggibile), ma viene facilmente digerito dai sistemi informatici. Può essere importato in un gestionale, stampato come pdf o, questa è la mia soluzione preferita, gestito senza doverci avere niente a che fare , tramite un servizio on-line tra quelli già esistenti (di cui parleremo dopo), che lo riceve senza passare dalla PEC. E qui veniamo al Codice destinatario.
Si tratta di un codice di 7 caratteri ma non è vostro. Appartiene (viene attribuito da AdE) al fornitore del servizio web di cui abbiamo detto che parleremo dopo (non mi fate pressione!!!!). Qui dirò solo che il primo metodo va bene forse per chi riceve ed emette qualche fattura l'anno, ma non per chi ne riceve a centinaia, e il secondo è sicuramente più pratico. Ma, ribadisco, lo vedremo dopo. Veniamo dunque a:

3. Cosa fare subito dopo (e sicuramente prima del 31/12/2018!!!)
Andare sul sito Fatture e corrispettivi (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/) dell'Agenzia delle Entrate e:
I. entrate col vostro SPID, CNS o, in sottordine, con le credenziali dell'agenzia delle entrate e per prima cosa definite il metodo di ricezione delle fatture elettroniche.
II. Scegliete l'utenza di lavoro, che sarà "Me stesso" se avete una ditta individuale, "incaricato" nel caso abbiate una società, "delega diretta" nel caso dobbiate gestire la ditta individuale della vostra anziana mamma.
III. Eventualmente scegliere "per chi operare" e accettare l'accettabile
IV. Oh! Finalmente! Eccoci in Fatture e Corrispettivi. Avrete poi tempo di divertirvici. Intanto urge una cosa: la "Registrazione dell'indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche" (fate click). E qui ci sono due scelte, come dicevamo prima: Codice Destinario e PEC.
Orbene, intanto scegliete PEC e siete a posto: TA! TAAA! D'ora in poi potete ricevere fatture elettroniche. Torneremo poi su questa pagina una volta che ci saremo procurati un sistema meno primitivo per gestire la cosa. Fatelo subito! Adesso!!! Mi raccomando.

Anziché andarvene a gambe levate, fate click su "Torna a Fatture e Corrispettivi" e guardiamo un po' meglio questa pagina.
Intanto, all'estrema propaggine destra della pagina si parla di QR Code. Anche in questo caso il nome spaventa ma la realtà è banale. Si tratta di una di quelle immaginette che alcuni di voi avranno anche sulle bottigle. Niente altro che un modo di condividere i vostri nuovi recapiti elettronici in modo grafico, per leggere al volo le vostre informazioni con un telefonino. Unica avvertenza: tutte le volte che la procedura di prima viene modificata il qr code cambia e va nuovamente scaricato.
Tornando a sinistra abbiamo "Fatturazione elettronica". Ma è un po' presto. Ci torneremo. Quello che volevo soprattutto farvi notare è il riquadro con la scritta "Corrispettivi". Questa è praticamente un'altra storia, ma, in effetti, se vi dotate di un registratore di cassa telematico e attivate questo servizio, anche le vostre operazioni con i clienti privi di partita iva potrà essere completamente automatizzato e i vostri scontrini - che siano per le vendite del vino, dell'olio o di quant'altro - saranno inviati direttamente all'agenzia delle entrate (bye bye libretti delle ricevute e altre cartacce da ricopiare manualmente!!!). Come detto: ci torneremo.

4.Facciamo sul serio: emettere una fattura elettronica
Intanto vi comunico che se non avete chiuso la pagina del sito Fatture e corrispettivi lo potete già fare, proprio di qui: basta fare click su "Fatturazione elettronica" e sotto la voce "Crea nuovo file" clickare su fattura ordinaria e poi compialre i campi richiesti (non è particolarmente più difficile di qualsiasi altro gestionale). Sulla destra, tra le altre cose ci sono alcune opzioni per dare un aspetto umano alla vostra fattura (se esportata su pdf e/o stampata) "Personalizza la fattura". Questo potrà essere utile per la cosiddetta fattura di cortesia, ossia una copia pdf o cartacea (vedi "Visualizza PDF Fattura") del vostro famigerato XML che non avrà più nessunissimo valore fiscale ma rimarrà come forma di cortesia ottocentesca.
Già che siamo in questa pagina ci conviene fare subito una cosa: "Accedi alla sezione conservazione". Di qui potete subito attivare il servizio di conservazione. Male non fa ma ora non approfondiamo più di tanto, tranne per riportare quello che AdE ci scrive e che chiarisce l’utilità di attivare questo servizio, al di là poi di avere il medesimo anche sull’applicazione web che useremo in pratica: “Attraverso il servizio di conservazione elettronica offerto gratuitamente dall’Agenzia delle entrate – attivabile con la sottoscrizione della Convenzione nel portale “Fatture e Corrispettivi” – tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute dal contribuente attraverso il Sistema di Interscambio sono automaticamente portate in conservazione, mantenute e rese disponibili all’utente per 15 anni, anche in caso di
decadenza o recesso dal servizio."

Partiamo dalle web application che si occupano semplicemente di fatture elettroniche, poi faremo un passo in più.

Andiamo quindi via di qui, su un altro sito che ho scelto per la sua apparente gratuità. Dico apparente perché è sì gratis, ma è organizzato dalla Camera di Commercio, quindi pur sempre pagato dai nostri annuali emolumenti a questo augusto Ente.
Andiamo su https://fatturaelettronica.infocamere.it
Qui troviamo molte informazioni, il link al "Cassetto digitale dell'imprenditore" (https://impresa.italia.it) utilissimo servizio di cui parleremo altrove, e la possibilità di accedere al servizio tramite, indovinate?, CNS o SPID.
Io scelgo SPID e avanti: se avete più di una partita iva dovrete scegliere su quale operare ed eccoci qui. Questo è, almeno in apparenza, un sistema completo di gestione delle fatture elettroniche. Ma c'è, almeno per ora, un problema. Se voglio ricevere direttamente su questa interfaccia le fatture passive, qual'è di grazia il Codice Destinatario da comunicare? Ebbene gira di qui gira di là non lo si trova. E quindi apro un ticket di assistenza. Va detto che mi rispondono quasi subito e solo con una leggera sfumatura della supponenza usuale che c'è nelle risposte dei servizi di assistenza di cose del genere. Ecco la risposta:
"La ricezione sarà oggetto di un prossimo aggiornamento che prevede l'ampliamento delle funzionalità pertanto il portale non è ancora dotato di codice univoco verrà rilasciato appena il sito ne sarà predisposto”.
Quindi qui siamo nel gratis, però ancora non mi servite a niente, perché posso fare lo stesso dal sito dell'agenzia delle entrate.

Esistono altri (molti altri) servizi di gestione delle fatture elettroniche già dotati di Codice Destinatario, chiaramente a pagamento.
Si parla di poche decine di euro l'anno, per esempio Aruba €25/anno (codice destinatario KRRH6B9) ma comunque gratis è meglio, no?
Per approfondire meglio i servizi a pagamento mi sono iscritto anche a www.fatturapertutti.it che offre 60 giorni di prova gratuita e che però mi pare faccia leva sulla troppa fiducia per poi farti spendere quanto gli pare e fino all'infinito e oltre, ma forse mi sbaglio (si parte comunque da € 99+iva, però si possono gestire fino a 10 partite iva, con questa cifra). Al momento non sono ancora riuscito a individuare il codice destinatario ma sicuramente ce l'hanno... penso.
L'interfaccia per le fatture di vendita mi pare normale, niente di farragginoso.
Il punto è che di questi servizi ne potete attivare anche 20, ma poi le fatture arriveranno in base al codice destinatario con cui saranno compilate. Quindi sceglierne uno buono al primo colpo mi pare fondamentale.
Per quanto riguarda le fatture passive che comunque arriveranno via PEC, tutti questi applicativi web consentono di importarli e mantenere quindi la gestione su un'unica piattaforma.

Ma adesso si pone un altro problema. Come armonizziamo le nostre fatture elettroniche con il resto della nostra contabilità senza spendere una fortuna?

Ho quindi testato www.fattureincloud.it, che pare un sistema contabile completo. Anzi, è evidentemente nato come gestionale e la funzione fattura elettronica si è aggiunta poi. Il codice destinatario me lo danno se pago. Da 96/anno a salite ma i pacchetti sono molto chiari. Il gestionale a una prima occhiata pare interessante.
Ovviamente molti di noi staranno pensando: ma io voglio continuare il mio vecchio gestionale! A me piacerebbe, visto che il mio è gratuito (!!!): (GAzie: gazie.devincentiis.it), ma questo può non essere possibile o diventare troppo oneroso.
Esistono alcune possibilità, ma la vera sfida sarà trovare modi di integrare la gestione aziendale (tipo il magazzino) con la fatturazione elettronica senza dover diventare matti a importare ed esportare file xml (possibile, fattibilissimo ma piuttosto palloccoloso se si riesce a trovare di meglio).

A questo punto la domanda è: sono interessanti i servizi che gestiscono solo le fatture elettroniche (tipo infocamere e aruba)? Possono essere integrati con gestionali non eccessivamente costosi?

Ci si sta lavorando, ma il tempo per il prossimo anni fiscale è agli sgoccioli!

Prossimanete sperimenterò anche le demo di www.gestionalesulweb.it (sicuramene interessante) e altri. Provate le demo anche voi e segnalatene i risultati, magari indicando altri applicativi web o anche locali.

Bene, spero che queste elucubrazioni possano tornare utili a qualcuno per iniziare ad orientarsi. Ma è solo l'inizio: iniziamo a discuterne qui!!!

E il prossimo fine settimana, se ce la faccio, darò il via alla discussione anche sullo scontrino elettronico, delizia del mio cuor (tanto è il mio disgusto per le ricevute fiscali su libretto).


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Gregorio Galli

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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Gregorio Galli » lun dic 03, 2018 12:51 pm

Un altro fatto interessante, viste tutte le email che stanno arrivando a tutti noi, per invitarci a fornire dati di fatturazione: "Il codice destinatario della fattura elettronica può essere utilmente comunicato alle controparti a titolo di mera utilità e di cortesia; tuttavia se questo non è stato registrato (sempre dalle controparti) nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate allora il soggetto ricevente potrà scaricare le fatture elettroniche ricevute solo dal portale Fatture e Corrispettivi."
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da vigneronindependant » dom dic 09, 2018 6:24 pm

Io però non ho capito come si fa a tenere la contabilità e intanto usare un servizio su internet per le fatture elettroniche. Mi sembra che ci sia da fare una gran confusione...

Caterina
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Caterina » lun dic 10, 2018 8:44 am

Premesso che Gregorio rende la vita più facile a tutti e per questo non ti ringraziamo abbastanza....io mi ero già portata avanti da tempo utilizzando il simpatico tool web della AdE che quando funziona è macchinoso ma gestibile il problema è che spesso si inceppa.
L’altro problema è che non si ricevono notifiche via email dell’avvenuta Consegna di una fattura elettronica per cui dopo ogni invio occorre accedere nuovamente al portale e verificare lo stato della trasmissione onde evitare che una fattura sia per qualche motivo stata scartata e quindi non trasmessa e noi non ce ne siamo accorti
Altro punto dolente è che se una fattura viene scartata non puoi generare un nuovo xml utilizzando lo stesso nome e ricaricandolo perché il sistema non lo riconosce come nuovo e devi quindi generare un nuovo file xml questo significa che la numerazione delle fatture e dei relativi file xml può non essere la stessa, il che genera qualche problema di associazione e archiviazione.
Tutto ciò premesso, trovo davvero assurdo che le aziende debbano pagare per generare il file xml. Ognuno di noi ha il proprio sistema di contabilità e che questi chiedano ad ognuno di noi di pagare (a me hanno chiesto 450€ una tantum + canone 9€/mese) solo per generare file xml dal sistema in uso, visto che si tratta non di un servizio opzionale ma di un obbligo di legge mi sembra una truffa autorizzata.
Personalmente ritengo quindi che chiunque sviluppi software per la gestione aziendale dovrebbe gratuitamente fornire gli aggiornamenti tecnici che seguono gli aggiornamenti normativi.
Perché il problema è appunto quello. Generare il file xml. Quando hai in mano quelli hai diverse opzioni per la trasmissione / ricezione , gratuite e a pagamento ma se non puoi generare il file con sei fottuto.
Personalmente UniFi sto pensando di trascorrere le vacanze di natale a migrare tutta la mia contabilità ordinaria dalla piattaforma dei ladri che vogliono in totale quasi 1000€/anno per la gestione globale del problema fattura elettronica (generazione ricezione invio conservazione) ad un gestionale gratuito che mi garantisce esportazione ed importazione si xml al quale affiancare un sevizio trasmissione/conservazione a basso costo. Sto guardando Aruba e Infocert. Ma forse partirò col semplice sistema AdE e poi vediamo in seguito.
Comunque ribadisco che una voce forte sui costi aggiuntivi derivanti dagli obblighi normativi andrebbe alzata.

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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Gregorio Galli » lun dic 10, 2018 5:53 pm

Grazie Caterina, troppa buona. Non faccio nessuno sforzo speciale. Semplicemente, via via che imparo metto a disposizione quelle nozioni più o meno esatte che mi si son fissate in testa. Scrivere mi è sempre stato un valido mezzo per elaborare le informazioni. Adesso, per esempio, sto scrivendo appoggiato a un bins, fuori dal frantoio, in attesa, e rifletto intanto sulle molte cose da fare e da elaborare e al poco tempo a disposizione per farlo.

Per quel che mi riguarda una strategia "definitiva" per l'armonizzazione della fattura elettronica con i nostri amati gestionali, ad oggi, non c'è o comporterebbe inutili spese. Ce n'è però una soluzione che io, studiando, sono arrivato a prediligere e di cui vi parlo qui brevemente.

Il gestionale a cui si riferisce Caterina nel precedente messaggio è GAzie, sviluppato da Antonio de Vincentiis e da una collettività alla quale non do mai abbastanza il mio contributo (viene prima la FIVI, ovviamente :lol: ).
Uso questo software da molti anni per gestire le mie tre partite iva senza grossi inconvenienti. Il software è totalmente GRATUITO e quindi non sono certo disposto a mollarlo senza combattere. Quello che può fare per il momento questo applicativo (php mysql) è esportare le fatture elettroniche in xml ed importarle. Il che ci può in definitiva anche bastare.
Bene, per quanto riguarda le fatture passive (ricevuta, di acquisto) ricevuto l'xml o il p7m (file firmato digitalmente) lo importiamo e chiuso. Addio maledette fatture una diversa dall'altra illeggibili e insensate da ricopiare a mano, una per una; non vi rimpiangeremo!
Per quanto riguarda la fattura attiva (emessa, di vendita) ne possiamo esportare più di una alla volta in un pacchetto e poi caricare il pacchetto o la serie di singoli xml con una sola operazione sugli strumenti di cui abbiamo parlato sopra, ma che vale la pena ricordare: per inviare queste fatture al SdI possiamo usare lo stesso sito di AdE o, anch'esso gratuito, il portale fattura elettronica di infocamere. Durante le discussioni parallele che stanno andando avanti sul forum di GAzie è divenuto sempre più chiaro che quest'ultimo servizio è alla pari di Aruba e che non costa niente, quindi vi consiglio di andare a battere lì.

Certamente, c'è chi si lamenta dell'avvento della fattura elettronica, ma io non sono assolutamente d'accordo. Essendo uno che pur potandosi da sé le sue vigne tiene le contabilità parimenti da sé, io do il benvenuto alla fattura elettronica come qualcosa che ci toglierà di dosso un sacco di lavoro con le cartacce. La prospettiva è inoltre quella di veder tramontare definitivamente la figura del commercialista, grazie anche ai corrispettivi elettronici e all'unico automatico. Sopravviveranno solo quelli tra loro che si saranno saputi rendere fiscalisti.

Se poi si vuole sostenere che la nostra poca libertà fino ad oggi sia sopravvissuta negli interstizi di inefficienza di uno stato e di un fisco oppressivi, allora posso anche trovarmi d'accordo e il pensiero che l'informatizzazione rischi di diventare l'ultimo chiodo sulla sua bara affligge anche me. D'altra parte però non si può vivere nella paura, ma solo cogliendo il buono di quel che ci accade, andandosene poi a potare lietamente.
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Gregorio Galli

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Francesco Galgani
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Francesco Galgani » mar dic 11, 2018 12:32 pm

Gregorio grazie per il tuo prezioso contributo...noi personalmente ci stiamo scervellando per capire come entrare nel mondo della fatturazione elettronica...abbiamo un gestionale non gratuito ma comunque abbastanza economico che ci offre un abbonamento per 99 euro annui che automatizza invio e ricezione di fatture elettroniche tramite il SDI. L'unico dubbio è su come dovremo poi gestire la doppia contabilità tra agriturismo e azienda agricola...

fw_crocodile
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da fw_crocodile » mar dic 11, 2018 2:48 pm

Piccola considerazione a mio parere utile:

Considerando che il sistema dell'AdE prevede che si possa impostare un codice "predefinito" e che questo sia prioritario e quindi di fatto sostituisca qualsiasi codice i nostri fornitori abbiano eventualmente inserito in anagrafica.
Considerando che negli anni potremmo decidere di cambiare le nostre modalità di ricezione, cambiare canale accreditato, usare la pec, ecc..
Al fine di mantenere dei dati anagrafici costanti negli anni anche qualore si decida di cambiare "fornitore" di servizi.

Procederei fornendo ai miei fornitori l'indirizzo PEC come destinazione. Perché é un dato che generalmente rimarrà costante negli anni. Perché nel momento in cui dovessimo voler cambiare canale, sarà sufficiente eliminare il dato predefinito nel sistema dell'AdE e riceveremmo le fatture via PEC.

In questa maniera da una parte si diffonde un'anagrafica consistente nel tempo e nello spazio, e dall'altra si sfrutta l'impostazione predefinita del sistema DI per la scelta del canale scelto.
Anselmo

fw_crocodile
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da fw_crocodile » mar dic 11, 2018 3:00 pm

Concordo con Caterina per quanto riguarda il fatto che non é accettabile che i fornitori dei programmi chiedano il pagamento per l'emissione delle fatture elettroniche. E' ormai imprescindibile da qualsiasi gestionale.

Sfortunatamente altra questione é quella della fornitura di un canale accreditato.

Personalmente inoltre non ho ancora chiaro come verranno gestite le varie contabilità fiscali al seconda del settore di attività (agriturismo, fotovoltaico, ecc...)

Per chi come me si fa fare la contabilità da altri le cose si complicano ancora un pò perché si deve capire come procedere avendo in campo diversi giocatori:

- Gestionale (CIA nel mio caso) per la contabilità
- Gestionale reigistri.wine (validus) per i registri di cantina, emissione fatture, pagamenti ecc...

Rimango in attesa che i nodi vengano al pettine ;-)
Ci sarà davvero meno carta? Forse
Anselmo

Caterina
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Caterina » mer dic 12, 2018 8:17 am

Aggiornamenti: sembra che da domani l’adesione al sistema Delle camere di commercio garantisca anche l’attribuzione del codice univoco e la conservazione per 10 anni.
Io mi sto quindi orientando su Gazie + InfoCam

Caterina
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Re: Fattura elettronica per vignaioli e altri terrori: piccolo vademecum

Messaggio da Caterina » mer dic 12, 2018 8:23 am

Poi visto che qui finalmente siamo sotto zero e il cervello la mattina è ancora ghiaccio ma che senso a questo codice univoco? Ogni azienda non già univocamente identificata con il numero di partita Iva? Ma non bastava usare quello invece di inventarsene uno nuovo? Vabbè tanto per dire..,...

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